Il biofilm batterico promuove la persistenza microbica e la cronicità delle ulcere cutanee croniche


Le ferite cutanee croniche sono particolarmente predisposte alla colonizzazione microbica da parte di organismi multiresistenti agli antibiotici (MDROs). Recentemente numerosi lavori hanno evidenziato che la resistenza agli antibiotici non è l'unico problema da affrontare nel trattamento delle infezioni delle ferite; infatti i microrganismi che colonizzano le ulcere cutanee hanno la capacità di produrre e crescere dentro una matrice polisaccaridica chiamata biofilm che li protegge dall'azione dei disinfettanti e degli antimicrobici complicandone così l'eradicazione. Un recente studio ha evidenziato che il biofilm batterico riveste un ruolo importante nel ritardare la guarigione delle ulcere cutanee croniche indipendentemente che questo sia prodotto da microrganismi resistenti o meno agli antibiotici.

La gestione clinica e/o chirurgica delle ferite croniche pesa per il 2-4% sul bilancio sanitario dei Paesi occidentali e si prevede che questa stima aumenti a causa dell'invecchiamento della popolazione e del crescente numero di persone con fattori predisponenti come il diabete e l'obesità. Generalmente, i MDROs trovati più comunemente nelle ulcere croniche includono Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) e Gram-negativi quali Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii.

Uno studio pubblicato su International Journal of Molecular Sciences da un team di ricercatori italiani ha rivelato che la specie più frequentemente isolata nelle ferite era S. aureus, il 31,8% dei batteri era MDROs e ben l'80% era costituito da batteri produttori di biofilm. I ricercatori hanno inoltre evidenziato che i batteri non produttori di biofilm erano comunque sempre associati ai produttori nella colonizzazione delle ferite. Lo studio ha rilevato batteri produttori di biofilm in tutte le ulcere cutanee croniche analizzate, suggerendo che il biofilm rappresenti un determinante di virulenza chiave nel promuovere la persistenza batterica e la cronicità delle lesioni ulcerative indipendentemente dalla resistenza agli antibiotici. Infatti, le ulcere croniche offrono un ambiente ideale per la formazione di biofilm grazie alla ridotta risposta immunitaria dell'ospite nell'area ferita e alla caratteristica presenza di tessuto necrotico che può promuovere l'adesione microbica.

Alla luce di questa scoperta risulta ancora più importante sottolineare quanto una diagnosi microbiologica accurata sia essenziale per prevenire le infezioni gravi ed evitare un trattamento inappropriato che comporterebbe il deterioramento della ferita ritardandone così la guarigione. Considerando che il trattamento iniziale è empirico in circa due terzi dei casi, la selezione di un appropriato regime antibiotico empirico risulta un passo critico che richiede la conoscenza sia dei normali microrganismi eziologici colonizzanti le ferite sia della prevalenza ed epidemiologia locale degli agenti patogeni, in particolare quelli resistenti agli antibiotici e i possibili produttori di biofilm.


Fonte:
Di Domenico EG, Farulla I, Prignano G, et al. Biofilm is a Major Virulence Determinant in Bacterial Colonization of Chronic Skin Ulcers Independently from the Multidrug Resistant Phenotype. Int J Mol Sci 2017;18(5):1077.


Pubblicato il 14 settembre 2017

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