False credenze

Se per abitudini come quelle citate si può trovare un razionale, su altre purtroppo le nostre nonne si sbagliavano. Ecco alcuni esempi di credenze false:

vero che l'acqua di mare macera le ferite e ne rende più difficile la guarigione?

FALSO. L'acqua di mare, grazie ai sali minerali che contiene, come cloruro di sodio, sali di iodio e di bromo, disinfetta la pelle ed elimina le impurità; può quindi risultare benefica nel caso di piccole ferite. Dopo il bagno, si consiglia di aspettare qualche minuto prima di farsi la doccia con acqua dolce, in modo che il sale possa seccare sulla ferita. Tuttavia l'effetto combinato dei sali minerali e del sole potrebbe inaridire troppo la pelle, quindi non è opportuno aspettare troppo tempo prima di sciacquarsi.
Attenzione inoltre alla qualità dell'acqua dove si fa il bagno: purtroppo molte acque marine possono essere inquinate e contenere batteri e prodotti chimici. In questo caso è in agguato il rischio di infezione e di conseguenza di rallentare la guarigione.

Per guarire le scottature si può usare il burro?

FALSO. Di frequente si consiglia di spalmare burro morbido sulla cute scottata. Questo rimedio probabilmente deve la sua origine e persistenza alla sensazione emolliente e rinfrescante di una sostanza fresca e grassa come il burro e alla sua facile e immediata reperibilità: basta aprire il frigo di casa, proprio in cucina, dove più di frequente possono avvenire piccole scottature. In effetti una sostanza fresca e cremosa può alleviare rapidamente l'intenso bruciore di una scottatura, ma applicare burro su una ferita probabilmente fa più male che bene. Sigillare fuori l'aria contribuisce a mantenere il calore, facendo sì che la pelle continui a bruciare e con il rischio che il dolore aumenti. Inoltre il burro potrebbe contribuire a veicolare infezioni.
Nel caso di piccole scottature domestiche può invece essere di aiuto mettere tempestivamente la parte ustionata sotto l'acqua fredda, applicando poi, su consiglio del medico o del farmacista, un prodotto specifico in considerazione del tipo di ustione.

vero che le proteine sono meglio dei carboidrati per chi soffre di piede diabetico?

FALSO. Il diabete è una malattia cronica che è necessario tenere sotto controllo attraverso uno stile di vita equilibrato e, se consigliato dai medici, un trattamento farmacologico. Il piede diabetico è una complicanza della patologia caratterizzata da: lesioni ai piedi (callosità nelle aree di appoggio, ulcera e/o necrosi dovute a problemi di pressione), ridotto afflusso di sangue e/o compromissione neurologica e/o alterazioni osteoarticolari. Per una corretta gestione del diabete è fondamentale che venga seguita una dieta bilanciata e corretta. Per le persone con questa malattia le proteine non sono "meglio" dei carboidrati: il contenuto di grassi saturi dei cibi che le contengono danneggia il cuore e costringe i reni a un extra-lavoro. Pertanto è importante assumere tali alimenti all'interno di una dieta equilibrata e calibrata alle esigenze personali del paziente.

Chi soffre di piede diabetico non può mangiare carboidrati né tanto meno zuccheri?

FALSO. Il piede diabetico è una complicanza del diabete, malattia cronica per la quale è fondamentale tenere sotto controllo l'indice glicemico. Per farlo, però, non è consigliata una dieta drastica ma un regime alimentare equilibrato e che controlli e limiti, ma non elimini, i carboidrati e gli zuccheri. Certo la scelta degli alimenti è cruciale ed è importante consultare il medico: per esempio, 50 g di carboidrati contenuti in una porzione di 100 g di fagioli secchi (alimento a basso indice glicemico) hanno un minor impatto sulla glicemia rispetto allo stesso quantitativo di carboidrati contenuti in una fetta di pane di 90 g (alimento a elevato indice glicemico).

vero che bisogna sempre applicare acqua ossigenata su tagli e ferite?

FALSO. Vi è ancora grande incertezza se l'acqua ossigenata debba essere considerata un disinfettante di prima scelta o meno. Sicuramente oggi disponiamo di prodotti che meglio rispondono alle esigenze di una ferita, sia cronica sia acuta. Nel tempo l'acqua ossigenata si è dimostrata di utilità nel favorire la rimozione di detriti e raccolte di materiale colliquato o pus dalle ferite. Tuttavia, gli studi in merito offrono motivo di dibattito e accesa discussione. Si ritiene dunque che l'acqua ossigenata non possa essere indicata quale dispositivo di largo impiego su tagli e ferite.

L'alcol è la scelta migliore per disinfettare le ferite?

FALSO. Questa è una credenza molto diffusa, ma l'alcol non è una buona scelta per la pulizia e la disinfezione delle ferite. Innanzitutto brucia quando viene applicato sulla cute lesa. Questo può rendere le persone restie a disinfettarsi e lo rende particolarmente inadatto per il trattamento delle ferite in età infantile. Inoltre, esistono prodotti con maggiori proprietà disinfettanti e meno aggressivi verso il tessuto particolarmente sensibile che circonda la ferita, che sono quindi preferibili all'alcol.

Le ferite guariscono più rapidamente se lasciate all'aria aperta?

FALSO. Questo mito è ormai sfatato da decenni, ma tuttora presente. Non è vero che lasciare una ferita all'aria aperta permette di guarire prima. La priorità assoluta nella cura delle lesioni dovrebbe essere sempre quella di mantenerle pulite, protette dai germi e al giusto grado di umidità, come di fatto avviene se si usano dispositivi che abbiano queste caratteristiche, ad esempio film, idrocolloidi, schiume e altro ancora. Inoltre è stato dimostrato chela guarigione avviene più velocemente in ambiente umido.

vero che tutti possono curarsi da soli una ferita?

FALSO. Alcune ferite sono più serie e impegnative di altre e richiedono l'intervento del medico, che valuterà come gestire al meglio la situazione e nel caso istruirà il paziente o i familiari su come procedere. Per esempio ferite e bruciature più profonde o ampie, ferite contenenti corpi estranei, piaghe da decubito, piede diabetico sono tipologie di lesioni la cui gestione va concordata con chi ha esperienza nella gestione delle ferite, un medico o in infermiere opportunamente preparati. bene ricorrere al professionista anche qualora la ferita tardi a cicatrizzare o mostri segni di infezione.

 

Pubblicato il 14 novembre 2016

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