Ferite post-chirurgiche


Tipologie di ferite chirurgiche
Le ferite post-chirurgiche, o ferite post-operatorie, susseguono a un intervento chirurgico. Essendo apportate in asepsi, nella maggior parte dei casi vanno incontro a guarigione in un intervallo di tempo definito senza complicazioni. Tuttavia, il rischio di infezione della ferita esiste, ed è spesso correlato al tipo di intervento. In generale, si possono distinguere:

  • Ferite pulite: non presentano segni di infezione, sono assenti difetti di tecnica chirurgica e vanno incontro a un processo di guarigione spontaneo. Queste ferite possono tuttavia essere doloranti o presentare eritema, in questi casi è sempre meglio chiedere al medico di monitorarle.
  • Ferite contaminate: presentano un processo di infezione in atto, ma non francamente purulento.
  • Ferite sporche: presentano flogosi in corso e dalle ferite si raccoglie materiale purulento; si tratta di ferite post-chirurgiche infette che possono andare incontro a deiscenza, cioè alla riapertura spontanea della ferita suturata.

 

La gestione delle ferite post-chirurgiche

Come avviene la riparazione tissutale?
La riparazione tissutale delle ferite post-operatorie prevede tre fasi:

  1. Fase infiammatoria: avviene nelle prime 24 ore e coinvolge la vasocostrizione, la formazione di trombina, l'aggregazione delle piastrine e la liberazione di sostanze pro-infiammatorie.
  2. Fase proliferativa: è la fase ricostruttiva, si forma uno strato di fibrina che impermeabilizza la ferita. La durata di questa fase dipende anche dal diametro della ferita.
  3. Fase maturativa: la ferita si rimodella e l'epidermide si schiarisce. Tale fase può durare fino a 12-18 mesi.


Come trattare le lesioni?
Il completo ripristino delle funzioni del tessuto si raggiunge seguendo alcune accortezze:

  • mantenere deterso il letto della ferita;
  • ridurre la carica microbica con specifici prodotti;
  • proteggere i bordi della ferita;
  • mantenere un giusto grado di umidità della ferita anche attraverso l'utilizzo di medicazioni avanzate.


Come riconoscere le complicanze?
L'infezione del sito chirurgico è sicuramente la complicanza più comune e viene identificata in prima linea dal medico che ne monitora la guarigione. Tuttavia alcune reazioni tessutali o sintomi devono costituire un campanello di allarme per il paziente affinché si rivolga al medico:

  • dolore acuto e rossore che aumentano nell'area della ferita;
  • infiammazione/eritema diversi giorni dopo l'intervento chirurgico;
  • pus o altre forme di essudato;
  • odore sgradevole.


Consigli comportamentali per il paziente

  • Nel caso in cui una ferita non guarisca è necessario indagare più a fondo con il medico.
  • Lavarsi accuratamente le mani prima e dopo aver effettuato la medicazione.
  • Utilizzare soluzioni e medicazioni sterili per la detersione e la protezione delle ferite.
  • Fare la prima doccia solo 48 ore dopo l'intervento, coprendo la ferita.
  • Non usare antibiotici topici se non prescritti dal medico.

 

I batteri più comunemente responsabili delle infezioni del sito chirurgico
I microrganismi isolati più frequentemente in corso di infezione del sito chirurgico sono Staphylococcus aureus, stafilococchi coagulasi-negativi, Enterococchi spp. ed Escherichia coli. La fonte principale di questi patogeni è rappresentata dalla flora colonizzante la cute, le membrane mucose e gli organi cavi, ma anche la flora fecale quando l'incisione viene effettuata vicino al perineo e all'inguine. Quando l'intervento riguarda l'apparato gastroenterico, i microrganismi tipicamente isolati sono invece E. coli e in generale batteri anaerobi (Bacillus fragilis).

 

I fattori di rischio che influenzano l'incidenza d'infezione del sito chirurgico

La tipologia di intervento incide sull'insorgenza d'infezione post-operatoria.

Tipologia intervento

Descrizione dell'intervento

Pulito

Non vengono apportate ferite nella mucosa respiratoria, intestinale, genito-urinaria. Avviene in totale asepsi e dunque non si riscontra alcun processo flogistico

Pulito-contaminato

Vengono apportati tagli alla mucosa respiratoria, genito-urinaria o intestinale, ma non si ha perdita di materiale verso l'esterno

Contaminato

Avviene perdita di materiale dalle viscere durante l'intervento o prima dell'intervento. Sono presenti segni di infezione (senza materiale purulento)

Sporco

Avviene in presenza di pus o su viscere perforate, composte e/o aperte

 

Le persone più a rischio di infezione dopo un intervento chirurgico
I pazienti affetti da patologie gravi e/o immunodepressi sottoposti a intervento chirurgico incorrono in un maggior rischio di sviluppare un'infezione, ma anche altre categorie di persone sono a rischio:

  • pazienti con iperglicemia nel periodo post-operatorio o pazienti diabetici;
  • anziani;
  • neonati;
  • sottopeso o obesi;
  • che abusano di alcol;
  • fumatori.

Quando possono essere rimossi i punti di sutura?

Non esiste un numero di giorni esatto dopo il quale è possibile la rimozione dei punti di sutura. Il momento adatto per asportare i punti viene stabilito dal medico in base all'aspetto della ferita e alla zona interessata. In generale, nel caso di ferite pulite i punti possono essere rimossi dopo 8-15 giorni dall'intervento. In alcuni casi i punti possono essere rimossi gradualmente, ad esempio se la ferita non presenta ancora le caratteristiche adatte alla completa asportazione della sutura.

 

Bibliografia di riferimento

 

Pubblicato il 14 novembre 2016

Con il patrocinio di

logo fofi