I consigli della nonna


In un'epoca in cui non erano disponibili tutti gli strumenti, i prodotti e le conoscenze di oggi, che permettono di gestire ogni ferita nel migliore dei modi, minimizzando il rischio di infezioni, riducendo quello di cicatrici e velocizzando la guarigione, le nostre nonne, e le loro, facevano comunque del loro meglio per riuscire a prendersi cura dei loro cari.

Nei decenni poi si sono accumulati molti miti e molte credenze. ╚ stato dimostrato che alcuni rimedi tradizionali avevano un razionale, altre soluzioni invece erano inutili, se non dannose. Certo oggi potrebbe far sorridere pensare ad alcune ingenuità, ma in alcuni casi il tempo ha così profondamente radicato certe abitudini che ancora si tramandano e forse è il caso di soffermarsi a verificare quanto siano fondate. Certo con la premessa che oggi le figure di riferimento in caso di ferita o ustione devono rimanere sempre il medico o l'infermiere o il farmacista (quest'ultimo può essere un interlocutore che indirizza alla scelta del prodotto che meglio potrebbe servire alla gestione ma in alcun modo può prescrivere e/o decidere quale sia il percorso di cura ottimale), e che i "rimedi tradizionali" oramai sono superati da altri molto più sicuri.

 

proprietÓ disinfettanti

Tra i "consigli della nonna", alcuni hanno un fondo di verità. L'aglio, per esempio, può aiutare la guarigione della ferita grazie alle sue proprietà disinfettanti, di rivascolarizzazione e riepitelizzazione. Il successo nella guarigione della ferita, infatti, dipende molto dall'angiogenesi, e un'angiogenesi ridotta è un segno distintivo delle ferite croniche dovute ad esempio al diabete e all'insufficienza venosa o arteriosa.

attivitÓ antimicrobica

Un altro aiuto contro le ferite è venuto per migliaia di anni dal miele, sfruttando la sua attività antimicrobica. Questa sostanza contiene grandi quantità di carboidrati, lipidi, amminoacidi, proteine, vitamine e minerali, sostanze che svolgono ruoli importanti nella guarigione delle ferite. Ovviamente diversi tipi di miele hanno diverse proprietà, questo perché le api si nutrono di fiori diversi. I meccanismi d'azione di questa crema dorata nella guarigione delle ferite sono per lo più dovuti alla presenza di perossido di idrogeno, fattori non-perossido, ossido di azoto e fenoli, e alla sua acidità e alta osmolarità. Studi di laboratorio e studi clinici hanno dimostrato che il miele applicato sulla ferita stimola la crescita dei tessuti e l'attività antinfiammatoria, accelerando così i processi di guarigione e riducendo l'incidenza e la formazione di cicatrici eccessive. Quindi, in mancanza di prodotti come quelli di cui disponiamo oggi, il miele ha rappresentato un valido rimedio.

antiossidanti e antinfiammatorie

Anche l'aloe vera è un alleato prezioso, che compare nei testi di medicina dell'antica Persia già 2500 anni fa. I numerosi studi condotti sull'aloe stanno evidenziando le sue molteplici virtù. L'applicazione topica di aloe vera, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, è efficace in caso di ferite e bruciature di primo e secondo grado. Il gel di aloe vera rappresenta poi un trattamento benefico e indicato per i pazienti con ulcere croniche. In letteratura si raccomanda il suo utilizzo nella cura dell'ulcera cronica nei Paesi in via di sviluppo per ridurre i costi necessari per i trattamenti. In farmacia sono disponibili vari prodotti a base di aloe, adatti a coadiuvare la guarigione di piccole ferite, ulcere e scottature.

Quando il sole lasciava il segno, invece, le nonne consigliavano di cospargere la pelle con yogurt bianco fresco di frigorifero. Lo yogurt pare avere un effetto emolliente e rinfrescante, e si ritiene sia in grado di accelerare i processi di riparazione cellulare e ridurre il dolore dovuto alle scottature solari.

Altro rimedio utile per le scottature era l'aceto, che ha un pH acido e da sempre è considerato un buon disinfettante. L'uso di garze impregnate di aceto da applicare sulla cute ustionata rappresentava un classico ed efficace "rimedio della nonna". Va sottolineato però che recenti studi ne consigliano l'uso solo se diluito.

Poiché le infezioni sono uno dei problemi principali nel trattamento di pazienti ustionati, e la loro prevenzione rappresenta una tappa fondamentale nella loro gestione, l'acido acetico veniva in aiuto grazie alla sua attività antibatterica. A concentrazioni molto diluite, infatti, è in grado di inibire la crescita dei principali agenti patogeni legati alle ferite da bruciatura.

 

Pubblicato il 14 novembre 2016

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