Ulcere venose


Definizione del problema

Le ulcere venose croniche rappresentano una complicanza della malattia venosa cronica (MCV). La malattia venosa cronica è dovuta al non corretto funzionamento di una vena che porta a un disturbo del normale flusso sanguigno. Le vene perdono così elasticità, si dilatano e si sfiancano, e la pelle appare più sottile e arrossata con comparsa di vene superficiali dilatate comunemente chiamate vene varicose o varici. Le ulcere venose che si instaurano come complicanza della MCV sono ferite cutanee, determinate dall'eccessiva pressione esercitata dall'apparato circolatorio sulla cute, localizzate soprattutto negli arti inferiori al di sotto del ginocchio e che si manifestano con durata uguale o superiore alle 8-10 settimane.

 

Prevenzione delle ulcere venose
Alcuni suggerimenti per la prevenzione:

  • praticare sport o camminate;
  • mantenere una dieta equilibrata e il controllo del peso corporeo;
  • utilizzare scarpe comode.

Vanno invece evitati:

  • l'immobilizzazione e la posizione seduta, che aumentano la compressione sui vasi sanguigni distrettuali;
  • i pediluvi e i bagni in acqua calda, l'esposizione ravvicinata a qualsiasi fonte di calore.

 

La riabilitazione

  • Fisioterapia. In genere è costituita da due momenti: la ginnastica ventilatoria toraco-diaframmatica e gli esercizi di tipo isotonico.
  • Drenaggio veno-linfatico manuale. Questo massaggio si propone di svuotare la rete venosa superficiale in quella profonda attraverso un appropriato sistema di manovre opportunamente studiate effettuate sul sistema linfatico. I risultati sono attestati dall'immediata diminuzione della circonferenza dell'arto e dell'edema.
  • Pressoterapia. È una tecnica meccanica di drenaggio linfo-venoso che si avvale di una specifica apparecchiatura con la quale si drenano gli eccessi di liquido ristagnante nei tessuti sottocutanei e si favorisce il ritorno venoso e linfatico. Il trattamento risulta particolarmente efficace se coadiuvato da un bendaggio terapeutico.
  • Correzione dei difetti di appoggio della pianta del piede. Esistono plantari flebologici per alleggerire il carico abnorme sulla pianta del piede, correggendo i vizi dinamici della marcia e insieme ottenendo regressione di sintomatologie dolorose.

 

La gestione dell'ulcera venosa

  • Terapia medica. I farmaci flebotropi sono prodotti d'origine naturale, seminaturale o sintetica, taluni con più principi attivi associati per migliorarne l'efficacia. Principalmente contengono la frazione flavonoica purificata e micronizzata (FFPM). La terapia farmacologica deve essere considerata in tutti gli stadi della malattia e non deve essere un'alternativa ad altri trattamenti. L'uso di farmaci flebotropi migliora il tono venoso e la permeabilità capillare, riducendo i sintomi e l'edema.
  • Terapia chirurgica. Ha lo scopo di risolvere totalmente le varici. Grazie ai progressi fatti nella diagnostica non-invasiva per immagini e nell'ultrasonografia, si possono distinguere differenti situazioni e gravità di malattia venosa cronica e scegliere una strategia chirurgica diversificata, non più soltanto ablativa ma finalizzata alla correzione dell'alterata emodinamica venosa e microcircolatoria dell'arto inferiore.
  • Compressione esterna graduata. Consiste nell'applicazione di una compressione esterna su di un arto per mezzo di materiali di diversa natura al fine di contrastare le forze idrostatiche dell'ipertensione venosa. La compressione è effettuata tramite calze a compressione che si distinguono in preventive o terapeutiche a seconda della compressione che esercitano alla caviglia. Le calze terapeutiche sono classificate in 4 classi di compressione crescente: classe 1, insufficienza venosa lieve; classe 2, insufficienza venosa moderata; classe 3, insufficienza venosa severa; classe 4, insufficienza venosa grave.

 

Bibliografia di riferimento

  • Antignani PL. Classification of chronic venous insufficiency: a review. Angiology 2001;52:1726.
  • Douglas WS, Simpson NB. Guidelines for the management of chronic venous leg ulceration. Report of a multidisciplinary workshop. British Association of Dermatologists and the Research Unit of the Royal College of Physicians. Br J Dermatol 1995;132:446-51.
  • Linee guida. Collegio Italiano di Flebologia. Revisione 2013. Acta Phlebol 2013;14(Suppl. 1 al N. 2):1-160.

 

Pubblicato il 14 novembre 2016

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