Struttura della pelle e ferite


I tessuti molli, oltre alla pelle, comprendono una serie eterogenea di tessuti che non sono propriamente organi o ossa: quindi muscoli, tessuti connettivi, tendini, tessuto adiposo, cartilagine e vasi sanguigni. Nella maggior parte dei casi questi tessuti hanno la funzione di collegare e/o proteggere le ossa e gli organi interni.

 

La struttura della pelle
La pelle, detta anche cute, è costituita da tre strati disposti uno sull'altro. In ordine dall'esterno verso l'interno si trovano:

  • Epidermide: è costituita da cellule epiteliali sovrapposte e da uno strato corneo, formato da cellule cheratinose. Non contiene vasi sanguigni, ma solo qualche terminazione nervosa. Lo strato di cellule più interno si chiama strato basale, qui si trovano le cellule che producono la melanina, che conferisce il colore dell'abbronzatura.
  • Derma: ha una consistenza elastica ed è formato da tessuto connettivo. In questo strato sono presenti una rete di capillari, le ghiandole sebacee e sudoripare e, nelle porzioni più profonde, i follicoli piliferi. Nel derma troviamo inoltre i recettori del dolore, del freddo, del caldo e del tatto.
  • Ipoderma: è composto da tessuto connettivo e contiene una serie di cuscinetti lipidici. Questo strato rappresenta una protezione termica e meccanica. Qui si trovano i vasi sanguigni e linfatici e i nervi.

La pelle non è un tessuto sterile, ma è l'ambiente ideale per popolazioni eterogenee di microrganismi, che costituiscono la sua flora normale.

 

Che cos'è una ferita acuta?
In base al tempo impiegato per una completa guarigione, possiamo classificare le ferite in acute e croniche. In particolare, la ferita acuta, dovuta a un evento traumatico (meccanico, chimico o termico) o a una procedura chirurgica, progredisce verso il naturale ciclo di guarigione e cicatrizzazione entro 8 settimane, portando a una riparazione tessutale completa.

 

ABC di infettivologia
Quando ci si procura una ferita viene a mancare la continuità tessutale e si crea una fessura al cui interno possono accedere e proliferare batteri. A questo punto, è compito del sistema immunitario combattere il processo infettivo che potrebbe avere luogo.
Nella maggior parte dei casi, i microrganismi responsabili delle infezioni provengono proprio dalla nostra flora microbica; quelli isolati con maggiore frequenza sono Staphylococcus aureus, Staphylococcus epidermidis, Enterococcus spp. ed Escherichia coli. Tra le infezioni che si possono acquisire attraverso le ferite c'è poi il tetano, causato dalla tossina del batterio Chlostridium tetani che è tossica per il sistema nervoso. Se ci si ferisce e non si è regolarmente vaccinati è indispensabile consultare tempestivamente un medico ed essere sottoposti al trattamento antitetanico oltre che a una profilassi immediata.
La manifestazione più evidente di un'infezione della ferita è l'infiammazione: i bordi della ferita si arrossano e si gonfiano, evento che rientra nel processo fisiologico della ferita stessa. Tuttavia, nel caso si avvertano forte dolore, gonfiore, fuoriuscita di pus o in caso di febbre, è necessario contattare il medico. In presenza di un'infezione, infatti, l'impiego di antibiotici per via sistemica va attentamente valutato con il medico, per evitare lo sviluppo di resistenze batteriche che renderebbero i microrganismi responsabili dell'infezione in corso insensibili al trattamento.

 

Quando è indicata una profilassi precoce con il trattamento antibiotico di ferite non infette
In genere le feriteguariscono senza particolari rischi d'infezione, tuttavia è possibile che alcune evolvano in ferite infette perché non vengono pulite e/o curate in modo corretto oppure perché si trovano in zone del corpo più facilmente esposte ai batteri. Le ferite causate dal morso di un animale o quelle provocate da un elemento particolarmente sporco, come un chiodo o un attrezzo, possono infettarsi più facilmente rispetto ad altri tipi di lesioni.
Nel caso di lesioni oculari occorre utilizzare un collirio antibiotico per prevenire infezioni della cornea. Altre lesioni ad alto rischio d'infezione sono quelle del volto perché particolarmente esposte all'ambiente esterno. In questi casi, è consigliata una profilassi antibiotica per prevenire l'insorgenza e la successiva diffusione delle infezioni.

 

Pubblicato il 14 novembre 2016

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